CONFINDUSTRIA. Le principali notizie della settimana. 10 maggio 2016

10 maggio 2016

Proposte di finanza per la crescita: un pacchetto di misure per spingere l’economia reale

Il Governo sta lavorando ad un pacchetto di misure per la crescita rivolto, in particolare, a sostenere lo sviluppo del tessuto italiano delle PMI. Si tratta di misure di politica economica volte a sostenere la crescita dimensionale delle imprese italiane e la loro capacità di competere su mercati internazionali sempre più dinamici.

In particolare, il Governo intende, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale delle Riforme, sia rafforzare gli strumenti messi in campo negli ultimi anni per sostenere l’accesso al credito e promuovere lo sviluppo di canali di finanziamento alternativi (Fondo di Garanzia, Nuova Sabatini, riforma dei minibond, ACE, semplificazioni regolamentari per la quotazione delle PMI,…), sia introdurre nuove misure fiscali per favorire l’afflusso di capitali alle PMI, al fine di favorirne la ricapitalizzazione e promuoverne gli investimenti, con particolare riguardo a quelli in ricerca, innovazione e internazionalizzazione.

In dettaglio, tra le idee circolate, vi è quella di prevedere un’esenzione fiscale per i privati che investono in strumenti a lungo termine specializzati nel finanziare l’economia reale.

Stando alle anticipazioni, il pacchetto allo studio del Governo rappresenterebbe una risposta alla domanda di finanza delle PMI che intendono affrontare un salto dimensionale e proporsi sui mercati internazionali. Tali misure appaiono peraltro in linea con le proposte avanzate da Confindustria negli ultimi anni, anche nell’”Agenda per il Credito” del 2014, per favorire lo sviluppo delle PMI, che rappresentano il 99% delle imprese italiane e contribuiscono per il 67,7% al valore del Pil.

 

MES Cina: settimana decisiva in UE

Si apre una settimana determinante sul fronte UE per quanto riguarda il riconoscimento dello Status di Economia di Mercato (MES) alla Cina, con il dibattito in sessione plenaria al Parlamento europeo previsto il 10 maggio, la definizione della posizione europea con la risoluzione che verrà approvata il 12 maggio e la successiva discussione in Consiglio, in occasione dell’incontro dei Ministri del commercio di venerdì 13 maggio – data in cui verranno discusse anche le misure di politica commerciale per far fronte alla crisi del settore siderurgico.

Confindustria auspica che il testo che sarà votato giovedì a Strasburgo, su forte impulso delle forze politiche italiane rappresentate al Parlamento europeo, possa raccogliere ampi consensi su alcuni punti che interessano il processo di riconoscimento della Cina come economia di mercato:

– la Cina non soddisfa le condizioni giuridiche fissate dall’UE per essere considerata un’economia di mercato;

– ai fini anti-dumping, tale riconoscimento comprometterebbe l’efficacia degli strumenti di difesa commerciale dell’UE mettendo a rischio la competitività di intere filiere produttive e posti di lavoro;

– ad oggi, le disposizioni del Protocollo di adesione della Cina all’Organizzazione Mondiale del Commercio restano in vigore e continuano a permettere l’utilizzo di metodologie di calcolo del dumping non basate su prezzi e costi cinesi, a meno che i produttori cinesi non dimostrino di operare in condizioni di mercato;

– l’UE deve coordinarsi sul tema con i principali partner commerciali – fra cui Stati Uniti, Canada, Giappone – al fine di evitare una difformità di approcci che potrebbe generare pericolose distorsioni nei flussi commerciali.

 

21 marzo 2016

Sbloccare il dossier “Made in”: una priorità per l’industria rivendicata da undici paesi europei 

Giovedì scorso undici Ministri dell’Industria europei, rappresentanti dei paesi più sensibili al dossier del “Made In”, hanno inviato una lettera alla Commissione europea per chiedere lo sblocco del dossier così da superare lo stallo che ne contraddistingue l’iter a causa della strenua opposizione di alcuni Paesi membri. I rappresentanti d’Italia, Francia, Spagna, Portogallo ed altri paesi hanno così voluto sottolineare, ancora una volta, la priorità dell’obbligo di marcatura di origine obbligatoria almeno per una specifica serie di prodotti e ribadire che una disciplina in tal senso è condizione essenziale perché l’intera proposta di regolamento sulla sicurezza dei prodotti e sorveglianza dei mercati possa finalmente essere adottata, dopo aver ricevuto due anni e mezzo fa l’approvazione, a larghissima maggioranza, del Parlamento europeo.

Per facilitare il superamento dello stallo del dossier, i firmatari della lettera indirizzata al Vice Presidente Timmermans, alle Commissarie Bienkowska e Jourova nonché alla Presidenza olandese, propongono l’approccio settoriale. Si tratta dello stesso approccio avallato da Confindustria, in base al quale si dovrebbe applicare il “Made In” obbligatorio per un periodo di prova di tre anni a quei settori che hanno espresso interesse in occasione dello studio promosso dalla stessa Commissione europea e che dispongono di un regolamento specifico che ne disciplina il funzionamento. In base a questi due criteri, i Ministri dell’Industria firmatari della lettera propongono di stralciare l’articolo 7 della proposta iniziale, che si applica a tutti i prodotti. e di inserire un riferimento specifico all’obbligo di indicazione di origine nei regolamenti riguardanti la ceramica, il tessile, le calzature e l’arredamento (rimane escluso il settore della gioielleria, disciplinato da accordi internazionali).

Confindustria sostiene questa iniziativa, che ha il merito di rilanciare il tema del “Made In” e di sottolineare il ruolo motore avuto dall’Italia nell’ottenere questo risultato che mostra come non sia venuta meno la coesione anche da parte degli altri Paesi sostenitori. Per quanto riguarda i settori, Confindustria continuerà a battersi perché anche la gioielleria possa rientrare a pieno titolo nel novero dei settori ai quali applicare il Made In.

 

 

1° marzo 2016

Dal Giubileo dell’Industria al Convegno Biennale del Centro Studi: il valore dell’imprenditore e dell’impresa per la società 

Il seminario di studi di venerdì scorso e la successiva udienza con Papa Francesco hanno costituito un importante momento di riflessione e di forte partecipazione per il nostro Sistema.

I valori dell’imprenditorialità, il rapporto tra mercato ed etica, la scienza e l’innovazione sono solo alcuni dei temi affrontati nel seminario di studi insieme a personalità di spicco del mondo religioso e di quello laico. Al centro del dibattito il tema del “fare insieme”, declinato in diversi ambiti, dallo sviluppo al lavoro, all’istruzione e il rapporto tra l’imprenditore e la comunità territoriale nell’ambito della quale svolge la sua attività, tutti snodi fondamentali per costruire una società più inclusiva, più giusta e più basata sul merito del “fare”.

Il prossimo Convegno Biennale del Centro Studi, che si svolgerà a Parma l’8 e il 9 aprile 2016, sarà dedicato alla figura dell’imprenditore, anima dell’impresa e soggetto che traghetta il sistema produttivo nello scenario del futuro, e si pone quindi in continuità con il dibattito avviato in occasione del Giubileo dell’Industria.

Il periodo da qui al Convegno Biennale del Centro Studi, sfruttando anche la straordinaria eco mediatica che ha caratterizzato gli eventi di venerdì e sabato, potrà essere messo a frutto dal nostro Sistema per consolidare i messaggi lanciati e creare un ponte che amplifichi ulteriormente i risultati dell’indagine che presenterà il Centro Studi e che approfondirà i vari aspetti del ruolo e dell’attività dell’imprenditore. 

Questa continuità di azioni potrà contribuire a creare anche mediaticamente un clima più favorevole a chi fa impresa nel nostro Paese e che troppo spesso si imbatte in pregiudizi culturali che ne ostacolano l’attività. Una sfida per Confindustria, che grazie a messaggi uniformi e a un’azione determinata potrà sicuramente dare risultati importanti. 

 

 

22 febbraio 2016

Aperta ufficialmente la campagna elettorale per la permanenza del Regno Unito all’interno dell’UE

Il Consiglio europeo del 18 e 19 febbraio ha raggiunto un accordo sulle richieste avanzate dal Regno Unito all’UE in vista del referendum del prossimo 23 giugno. Tale accordo, da una parte, mitiga le disposizioni meno equilibrate previste nella bozza iniziale e, dall’altra, soddisfa la richiesta inglese di ritenere le deroghe quali “status speciale per il Regno Unito”. Infatti, mentre è stata contenuta la pretesa di un regime privilegiato in tema di mercati finanziari e si è garantito esclusivamente agli inglesi, senza quindi indebolire il principio generale, la possibilità di essere esclusi dal concetto di “ever closer union”, Cameron ha ottenuto più di quanto si pensasse sulla limitazione del welfare agli immigrati intra-UE. Tali concessioni dovranno ora passare al vaglio delle Istituzioni europee. È stato inoltre ribadito, come volevano gli inglesi, l’impegno a rafforzare la competitività dell’UE puntando al completamento del mercato interno e al miglioramento del contesto normativo europeo.

Il dibattito sulla “Brexit” ha registrato anche la discesa in campo di 21 associazioni industriali europee, tra cui Confindustria, che nei giorni scorsi hanno pubblicato sul Financial Times una lettera firmata dai propri Direttori generali nella quale si auspicava la permanenza del Regno Unito nell’UE e si invitava l’Unione a mettere in campo politiche economiche più incisive per la crescita e la competitività.

Per la prima volta un Vertice europeo sembra essere tornato indietro rispetto ai progressi compiuti dall’Unione, facendo i conti con la volontà di uno Stato membro di non continuare il percorso di integrazione fino ad ora condiviso. Ciò ha fatto emergere tutte le contraddizioni e le divisioni della fase geopolitica attuale, alle quali paesi come l’Italia, che credono nel disegno europeo e nelle sue capacità, continueranno ad opporsi con impegno e determinazione. Uno dei punti di caduta più delicati è sicuramente rappresentato dalla mancata assunzione di alcuna indicazione sul tema dell’immigrazione, sul quale ogni decisione è stata rimandata al 6 marzo e rispetto al quale alcuni paesi hanno preso misure unilaterali e di tutta evidenza in contrasto con i Trattati. 

Il Vertice di giovedì e venerdì ha sancito, dunque, un punto di non ritorno per l’Inghilterra, poiché si è esplicitata nei testi la sua volontà di estraniarsi da ogni ulteriore progresso dell’integrazione europea. Si è aperta così definitivamente la porta ad un’Europa a geometria variabile che molto presto sarà chiamata a misurarsi proprio sull’applicazione degli accordi di Schengen.

 

16 febbraio 2016

UE: settimana densa di appuntamenti significativi per l’industria e per il futuro dell’Europa

La settimana che si è aperta vede tre appuntamenti importanti nell’agenda europea:

  • la manifestazione di Eurofer e AGIS contro il riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato;
  • la decisione della Commissione europea sull’eliminazione dei dazi antidumping sui fastener;
  • il confronto sulla Brexit.

E’, inoltre, calendarizzato per la fine della settimana un importante Consiglio europeo, dove saranno affrontati temi prioritari per la crescita e l’economia.

Si tratta di alcuni dei principali appuntamenti che animano la settimana bruxellese, le cui conseguenze sono destinate a tenere banco anche a breve e medio termine.

Sul MES Cina e, più in generale, sul tema dei dazi antidumping, siamo in prima linea con BusinessEurope per consolidare i primi risultati positivi conseguiti nelle scorse settimane.

Quanto al dossier relativo ai fastener, mercoledì 17 febbraio sarà la giornata decisiva: la Commissione dovrà, infatti, rimettersi alla decisione degli Stati membri. Noi stiamo lavorando sia con gli altri Paesi che con il Parlamento per estendere e rafforzare ulteriormente il fronte comune contro l’abrogazione dei dazi. Il Governo italiano, sensibilizzato da Confindustria, si è attivato tempestivamente per ottenere il quorum necessario a posticipare o rigettare la proposta della Commissione, la cui iniziativa, per errori materiali nella gestione del dossier, rischia di penalizzare fortemente un settore chiave dell’industria italiana ed europea.

Parallelamente continua l’acceso dibattito attorno alla vicenda Brexit, che sarà oggetto di discussione nell’ambito del Consiglio UE del 18 e 19 febbraio. Confindustria, insieme alle altre Confindustria europee, ha firmato una lettera aperta contro l’ipotesi di Brexit, che nei prossimi giorni sarà pubblicata sul Financial Times. La lettera ribadisce il disegno europeo e il valore aggiunto che tale disegno è in grado di garantire al benessere e al progresso dei singoli paesi e, quindi, la necessità di mettere in campo tutti gli sforzi necessari affinché l’Europa rimanga unita.

 

8 febbraio 2016

 Banche: atteso per questa settimana un provvedimento del Governo 

Il Governo dovrebbe varare questa settimana un provvedimento sulle banche che, stando alle anticipazioni, dovrebbe contenere diversi interventi che mirano a sostenere il consolidamento del sistema bancario e favorire la ripresa del credito. Innanzitutto, l’attesa riforma delle banche di credito cooperativo – frutto di un progetto messo a punto dall’associazione di rappresentanza delle stesse BCC – volta a rafforzare il sistema sia sotto il profilo patrimoniale sia sotto quello organizzativo e di governance.

Inoltre, il provvedimento dovrebbe definire le regole di funzionamento del meccanismo di garanzia finalizzato allo smaltimento delle sofferenze bancarie presenti nei bilanci delle banche, in relazione al quale il Governo ha di recente raggiunto un accordo con la Commissione Europea. Previsto poi un nuovo pacchetto di norme teso a velocizzare i tempi delle procedure di recupero dei crediti.

Infine, sempre stando agli annunci, il provvedimento dovrebbe definire le modalità di funzionamento del Fondo di solidarietà istituito dalla Stabilità 2016 a sostegno di persone fisiche, imprenditori individuali e coltivatori diretti detentori di obbligazioni subordinate delle quattro banche sottoposte a risoluzione lo scorso novembre  (Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, CariChieti) e nei confronti dei quali non siano stati rispettati gli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza previsti dal TUF.

Nel complesso, fermo restando che un giudizio compiuto potrà essere espresso solo una volta disponibile il testo del decreto,  appare positivo che il Governo agisca nella direzione del consolidamento del sistema bancario.

La liquidità rimane una precondizione indispensabile per favorire la propensione delle imprese agli investimenti. È quindi fondamentale che Confindustria continui a lavorare in tutte le sedi per ribadire questo messaggio, anche al fine di consentire alle imprese di sfruttare pienamente le misure a sostegno del rilancio degli investimenti recentemente varate dal Governo. 

 

1° febbraio 2016

Contrattazione: il documento dei sindacati all’esame del Consiglio Generale di Confindustria

Il documento unitario elaborato da CGIL CISL e UIL sulle relazioni sindacali e sulla riforma del modello di contrattazione è stato oggetto del confronto di esame nell’ambito del Consiglio Generale che si è svolto la scorsa settimana.

Il Consiglio Generale ha confermato il giudizio anticipato dal Presidente Squinzi, che aveva paventato il rischio che il documento di CGIL, CISL e UIL contenesse una proposta non conciliabile con gli obiettivi di Confindustria, interessata a modernizzare le relazioni sindacali rilanciando la competitività delle imprese. 

Vertice Italia – Germania: più punti di contatto che divisioni tra i due paesi. Cautela sulla flessibilità 

Si è tenuto venerdì a Berlino l’incontro tra il Presidente del Consiglio Renzi e la Cancelliera Merkel nel corso del quale è stato ribadito il desiderio comune di un’Europa unita e forte, anche se nei dettagli alcune posizioni restano distanti. Mentre su Schengen i due leader hanno ribadito il proprio impegno a salvaguardarne la ragion d’essere, sull’immigrazione e gli impegni con la Turchia Renzi ha preso tempo, condizionando l’impegno finanziario dell’Italia all’accettazione delle richieste italiane sullo scorporo degli esborsi dal computo legato al Fiscal Compact.

Sulla complessa questione della flessibilità l’incontro non ha portato a nessuna decisione concreta e da parte tedesca, che ovviamente demanda la decisione esclusivamente alla Germania, è emersa molta cautela.

Positivo l’apprezzamento della Cancelliera per il programma di riforme italiano: si tratta di un endorsement abbastanza rilevante, mai registrato fino ad ora.

Oggi e domani si registrano alcuni importanti appuntamenti che hanno ad oggetto la possibile concessione dello Status di Economia di Mercato alla Cina. Questa sera, infatti, la plenaria dell’Europarlamento terrà un primo dibattito formale sul tema con la Commissione europea e domani il punto figura all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri del Commercio dei 28 paesi UE. In vista di questi appuntamenti il nostro Governo ha affrontato in via informale la questione con quello tedesco, convenendo sull’importanza della questione e sulla necessità di un’azione coordinata.