Giovani Imprenditori Confindustria Umbria visitano il birrificio Flea di Gualdo Tadino

 

Marzio Presciutti Cinti a sinistra e Matteo MInelli

Marzio Presciutti Cinti a sinistra e Matteo MInelli

Birra Flea di Gualdo Tadino brinda al primo anno di attività con 500 mila bottiglie prodotte. Un risultato di gran lunga migliore delle aspettative di partenza e che premia la famiglia Minelli che, dopo l’avventura di Ecosuntek di recente quotata in Borsa, ha investito nella passione per la birra.

Nei giorni scorsi Matteo Minelli con la moglie Maria Cristina e la sorella Elisa – queste ultime gestiscono il birrificio, mentre Matteo è Ad di Ecosuntek – hanno ospitato una delegazione del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, che accompagnata da uno dei mastri birrai ha potuto seguire tutte le fasi della produzione della birra, dalla materia prima, costituita dal malto d’orzo, fino all’ultima fermentazione dopo l’imbottigliamento.

“La nostra filosofia aziendale – ha spiegato Minelli – si basa sull’estrema ricerca della qualità che cerchiamo di raggiungere dedicando grande attenzione alla scelta delle materie prime e a tutte le fasi di lavorazione.  I malti utilizzati per la produzione di birra derivano da orzi 100% italiani coltivati in terreni di proprietà esclusiva della nostra azienda, garantendo così la filiera corta agroalimentare. Il nostro birrificio, in cui lavorano stabilmente otto persone, produce birra utilizzando malto d’orzo e di frumento, il prodotto non viene filtrato né pastorizzato, ma rifermentato in bottiglia con lo scopo di preservare al massimo le caratteristiche organolettiche originali della birra, senza l’aggiunta di conservanti e additivi chimici”.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dall’acqua di grande qualità utilizzata, una delle ricchezze del territorio di Gualdo Tadino.

“Siamo molto grati alla famiglia Minelli per averci accolto – ha sottolineato Marzio Presciutti Cinti, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria – Attività come questa visita aziendale rappresentano un momento di confronto e di conoscenza tra gli imprenditori umbri e quindi di arricchimento professionale e personale. Il percorso di Matteo dimostra che esistono imprenditori giovani e capaci di trasformare in realtà le proprie visioni, anche in un territorio considerato disagiato sul piano dello sviluppo economico”.