Il rilancio del manifatturiero di Terni e Narni. Presentato il MasterPlan di Confindustria Umbria per il territorio

MasterPlan_NotiziarioIncentivare imprenditori locali e multinazionali, già presenti nell’area di Terni e Narni, a consolidare produzioni e ricerca e sviluppo in un settore con una domanda globale forte in cui Terni possa esprimere un vantaggio competitivo; dare supporto alle Pmi locali per costruire le basi di un nuovo indotto ad alto valore aggiunto; offrire supporto alle aziende resilienti e a quelle della filiera metallurgica con contributo per modernizzare le proprie produzioni da un punto di vista di automazione e di consumi energetici; coordinare gli sforzi degli enti formativi affinché ci sia sempre più coerenza tra fabbisogno e competenze disponibili.

Sono queste le quattro leve sulle quali agire per il rilancio manifatturiero dell’area Terni-Narni, individuate nel Masterplan per l’industria manifatturiera dell’area di Terni-Narni fortemente voluto dalla Sezione di Terni di Confindustria Umbria con l’obiettivo di individuare le scelte strategiche, le risorse da attivare e i soggetti in grado di realizzarle. Il Masterplan è stato presentato venerdì 27 novembre negli stabilimenti del Polo Industriale di Nera Montoro di Narni, nella sede del gruppo Italeaf. “Il masterplan che oggi presentiamo – ha sottolineato Stefano Neri, Presidente della Sezione territoriale di Terni di Confindustria Umbria – è una cosa completamente nuova nell’approccio alla pianificazione strategica. Questo strumento, che abbraccia un arco temporale che va dal 2016 al 2018, individua con precisione quali siano i settori su cui puntare maggiormente nel territorio ternano-narnese. La chimica verde, di cui attualmente Terni è leader nella produzione, è stata individuata dagli stakeholder come il settore di maggiore interesse e quindi avrà delle priorità per le nuove iniziative.

Ci sarà orizzontalmente tutta la parte riguardante la fabbrica intelligente (industria 4.0), vale a dire tutto il sistema di automazione e la lavorazione sui dati che è certamente imprescindibile per il prosieguo dell’attività industriale. In questo senso, io immagino un vero e proprio triangolo della produzione intelligente da individuare a Narni tra Nera Montoro e San Liberato e a Terni tra Pentima, viale Brin e tutto il polo della siderurgia fino alla zona del vecchio Polo chimico e delle zone adiacenti.

Sono circa 400 i milioni di euro che nel triennio confidiamo di poter attivare e pensiamo che anche attraverso misure sportello questo nuovo coordinamento, fatto non solo di denari, ma anche di imprese e di allineamento della formazione rispetto ai bisogni emergenti sia un importante segno di novità e possa diventare motivo di emulazione anche in altre parti del nostro paese”.

Confindustria da oltre un anno ha avviato una riflessione sul destino industriale di questa parte del territorio umbro adottando un approccio inedito di politica industriale “bottom-up” proposta dagli imprenditori e basata sulla vocazione di lungo periodo del territorio.

Il lavoro ha permesso posizionare il territorio in modo chiaro in termini di priorità e strategia industriale per essere attrattivi per investimenti nazionali e esteri nei settori di focalizzazione scelti. Per preparare al meglio il territorio e rafforzare le strategie sono stati coinvolti tutti gli stakeholder locali, come gli enti formativi e le altre associazioni di categoria per raccogliere i contributi e inserirli in modo organico nel piano. L’articolato documento è stato elaborato da “The European House – Ambrosetti”, tra i migliori Think Tank privati a livello mondiale secondo il Global Go To Think Tanks Report stilato dall’Università della Pennsylvania

Il piano è stato preceduto da una prima fase di analisi della situazione territoriale esistente che, incrociando trend di mercato globale e capacità competitiva del territorio, ha delineato quattro visioni manifatturiere alternative per rilanciare l’area. Il verticale della nuova chimica è emerso come quello preferibile su cui concentrare gli sforzi e creare una filiera competitiva ed a valore aggiunto. Per le aziende resilienti e la filiera metallurgica gli sforzi si dovranno concentrare sui fattori orizzontali definiti:

  • Fabbrica intelligente (intesa come automazione e digitalizzazione delle produzioni)
  • Energia e riciclo (interventi di efficientamento energetico);

Per definire le risorse a disposizione nel territorio è stato mobilitato il mondo industriale dell’area Terni-Narni e la Regione Umbria. Durante una prima fase consultiva gli imprenditori hanno dichiarato i loro piani di investimento (in totale quasi 360 milioni di euro) che sono poi stati messi a sistema con i fondi stanziati dal POR-FESR regionale (circa 30 milioni di euro). Per amplificare la portata del piano è prevista una ulteriore fase di consultazione con il Ministero dello Sviluppo Economico. L’obiettivo è quello di riuscire a concentrare sul territorio un pacchetto di investimenti pari a 400 milioni euro nei prossimi 3 anni. L’ammontare degli investimenti previsti fino al 2018 è il doppio di quelli negli ultimi 3 anni trascorsi, permettendo di fornire un impulso importante all’economia locale e riportare i livelli occupazionali ai massimi pre-crisi.

I lavori sono stati aperti dal saluto di Ernesto Cesaretti, presidente Confindustria Umbria che auspica che il lavoro fatto per Terni-Narni possa essere un modello per altri territori Italiani il cui futuro si basa sulla rivitalizzazione del proprio manifatturiero locale. “Terni – ha detto Cesaretti – è stato un laboratorio, ed i risultati fino ad ora conseguiti, in termini di impegno progettuale, coinvolgimento dei portatori di interesse, qualità dell’elaborato devono essere stimolo per riproporre tale approccio”.

È seguito l’intervento di Valerio De Molli, Managing Partner The European House-Ambrosetti “Dobbiamo avere il coraggio – ha dichiarato – di scegliere pochi e selezionate priorità e concentrare le risorse finanziarie disponibili in poche iniziative che ci traguardino verso il futuro piuttosto che verso il passato”.

Il MasterPlan e le linee guida progettuali sono state illustrate da Stefano Neri, Presidente della Sezione territoriale di Terni di Confindustria Umbria. “I dati dell’area di Terni-Narni – ha spiegato – mostrano la presenza di una correlazione tra gli investimenti e l’andamento dell’occupazione: quando gli investimenti superano la soglia degli 80 milioni si innesca una meccanica virtuoso, dobbiamo mantenere una media di 130 milioni l’anno per 3 anni per tornare a livelli di occupazione pre-crisi. Se tutto ciò che è delineato e auspicato nel MasterPlan si verificasse, nel 2018 i livelli occupazionali ritornerebbero alle percentuali precedenti alla crisi”.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia Franco Moriconi, è intervenuto illustrando il ruolo che l’università potrà avere per rilanciare il territorio.

”L’Università – ha sottolineato – ha una attenzione assoluta per questo territorio. Prova tangibile ne è, per fare un esempio, l’attivazione di due cattedre: di metallurgia e di chimica dei materiali. Da parte nostra c’è la piena disponibilità ad arrivare alla sottoscrizione di un accordo che ci vedrà impegnati a lavorare su questo progetto”.

La presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini ha, infine, illustrato il quadro degli incentivi regionali a sostegno del rilancio competitivo dell’area Terni-Narni e l’impianto delle relazioni istituzionali che farà da cornice all’attuazione del piano.

“Quello di oggi rappresenta un nuovo inizio per il futuro e per la re industrializzazione dell’area Terni-Narni, nella quale la Regione crede fortemente – ha affermato la presidente della regione Umbria – Oggi siamo ad una tappa molto importante di un percorso per il quale in questi mesi abbiamo lavorato silenziosamente, per dare corpo concreto ad un progetto di reindustrializzazione di questa area, mettendo in atto una intelligente cooperazione tra pubblico e privato, ed utilizzando al massimo, e al meglio, tutta la strumentazione pubblica disponibile.

In quest’area potremo realizzare – ha proseguito – anche innovative ed originali modalità di intervento pubblico, realizzando una positiva integrazione di risorse e strumenti operativi tra i livelli istituzionali regionale, nazionale e comunitario”.