Per un’Europa della crescita. Squinzi presenta le dieci priorità di Confidnustria

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Recuperare crescita e competitività
Gli industriali invitano a reagire per ché «risposte tardive e inadeguate alla crisi» hanno alimentato un euroscetticismo che «rischia di prendere il sopravvento». Per resistere a queste tensioni, l’Unione europea deve dimostrare di «saper reagire e di adattare i suoi strumenti e le sue decisioni politiche». Fondamentale in quest’ottica per il Governo definire un’agenda incisiva per recuperare crescita e competitività. «Se il governo continuerà ad andare nella direzione delle riforme strutturali noi continueremo a dare il nostro appoggio» assicura il presidente di Confindustria. Ma serve «un’ agenda incisiva e concreta avendo come obiettivo prioritario il rilancio della crescita e della competitività delle imprese e questo anche in una ottica europea». Tema sottolineato nel documento con cui Confindustria traccia le dieci priorità degli industriali in vista delle prossime elezioni europee, un dossier «per contribuire attivamente al rilancio del progetto europeo» in vista delle elezioni di maggio. In questo quadro, ha detto Squinzi, «l’Italia deve riconquistare quel posto da protagonista che le spetta nello scacchiere europeo».

Crescita di almeno il 2%
L’emergenza vera, insieme alla crescita resta il lavoro, «la preoccupazione fondamentale» ricorda Confindustria. «Dobbiamo assolutamente ritrovare la crescita di almeno il 2% per incidere sulla disoccupazione» ha chiarito Squinzi secondo cui «non sarà una crescita minimale che farà decrescere il tasso di disoccupazione. Bisogna essere ambiziosi e puntare a una crescita forte, per questo c’è bisogno di mettere mano a riforme radicali e questo governo ci sta riflettendo».

Nessun derby Irap-Irpef
«Per noi – spiega Squinzi – era importante un intervento forte sul costo del lavoro». L’Irap è «uno dei fattori che pesano di più, ma anche pensare ad una decontribuzione per rendere il costo del lavoro più competitivo per noi va benissimo». Rispetto alla linea del Governo, aggiunge il leader degli industriali, «avevamo una proposta un po’ diversa, ora tireremo le somme, vedremo, commenteremo quando avremo effettivamente dei dati certi». Mentre sul fisco ribadisce Squinzi gli industriali «si attendono moltissimo dall’applicazione della delega fiscale, che c’è, ma ora richiede i regolamenti attuativi. Serve un fisco – sottolinea – che non sia di prevaricazione e che dia certezze: è quello che ci chiedono gli investitori esteri. Il carico fiscale è elevatissimo ed è auspicabile un allineamento alle medie europee».

Con l’euro più forti
Tornando poi sull’Europa, con la moneta unica «siamo tutti più forti» ha detto il leder degli industriali ricordando che : «con l’uscita dall’Euro il nostro tenore di vita arretrerebbe di 30-40 anni. Non è uscendo dalla moneta unica che si risolvano i nostri problemi». Ma il presidente di Confindustria al tempo stesso chiede all’Italia di «farsi un esame di coscienza» sul perché l’euro abbia determinato una perdita di competitività: «perché – replica- non si è modernizzato il Paese».

Nomine trasparenti
Sulle nomine ai vertici delle aziende pubbliche il richiamo affinché siano orientate da criteri di trasparenza e competenza: «Non auspico né rinnovamenti, né mantenimenti» ha detto Squinzi. Auspico che le aziende a partecipazione pubblica, che sono un bene per il Paese, come ad esempio Finmeccanica che è tecnologicamente avanzata, «le nomine siano effettuate secondo criteri di competenza e trasparenza». «Ci sono regole che vanno rispettate – ha aggiunto – vediamo di far gestire le aziende a gente capace e trasparente».