La situazione Ict nel rapporto Assinform 2014. In Umbria preoccupante il Digital Divide delle aree industriali

RapportoAssinform_foto1

“Esiste un’Italia digitale spontanea, ma non esiste un’Italia digitale strutturata”. Lo ha affermato Giancarlo Capitani amministratore delegato di NetConsulting durante la presentazione, nella sede di Confindustria Umbria, del rapporto 2014 di Assinform sull’informatica, le telecomunicazioni e i contenuti multimediali.  “Superare questo divario – ha aggiunto Capitani – significherà contribuire in modo sostanziale alla crescita economica del Paese.  Perché questo avvenga è necessario che ci sia un regista capace di coordinare le azioni in materia di innovazione per promuovere le tecnologie ICT. Questo ruolo spetta all’Agenzia per l’Italia digitale che ha elaborato un piano strategico rappresentato dall’Agenda digitale italiana, un progetto ambizioso e necessario per la cui realizzazione non si può perdere tempo”.

All’incontro – organizzato dalla Sezione Servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Umbria – hanno partecipato, oltre Capitani, Matteo Brutti, presidente della Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Umbria, Agostino Santoni, presidente Assinform, Antonello Busetto, direttore di Assinform e Annalisa Doria, coordinatore dell’Area Innovazione Tecnologica della Regione Umbria.

Proprio Annalisa Doria ha illustrato la declinazione regionale dell’Agenda Digitale e lo stato dell’arte dell’intero percorso digitale della Regione Umbria che poggia su diversi assi portanti tra cui: infrastrutture, servizi, competenze e normative. “Il percorso digitale umbro è ben coniugato – ha sottolineato Doria – e ha già trovato tangibili riscontri operativi che l’Amministrazione sta mettendo a disposizione delle imprese”.

Ed è nell’ambito dell’Agenda Digitale che, da tempo, la Sezione Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria Umbria sta promuovendo interventi e investimenti con l’obiettivo, tra gli altri, di favorire l’accesso alla banda larga. Molte aree industriali dell’Umbria, infatti, soffrono ancora di una preoccupante carenza di infrastrutture immateriali, il cosiddetto Digita Divide. Da un’indagine condotta nei mesi scorsi da Confindustria Umbria è emerso che oltre il 20 per cento delle aziende associate si trova in aree industriali dove la connessione sopra i due mega è molto instabile e non sempre disponibile. Si tratta di aree concentrate nell’orvietano, nel ternano, a Ferentillo, nel marscianese, nella zona di Deruta e nelle aree intorno a Umbertide e San Giustino.

“Confindustria Umbria – ha sottolineato Matteo Brutti – accoglie positivamente il piano regionale Piano Telematico 2014-2016 messo a punto dalla Regione Umbria, che sarà sottoposto nei prossimi giorni al Consiglio regionale, apprezzandone il metodo partecipativo. Tuttavia occorre sottolineare che mentre le azioni previste nel Piano portano ad una cancellazione quasi totale del digital divide residenziale, quello industriale ha bisogno di interventi più incisivi e rapidi. È indispensabile, quindi, non perdere di vista l’obiettivo generale delle azioni promosse dall’Agenda Digitale Europea, che vede nell’accesso alla rete a banda larga e ultra larga lo strumento attraverso cui promuovere l’innovazione, la crescita economica e l’inclusione”.

Secondo il rapporto Assinform, oggi, le piccole imprese contribuiscono a più della metà del Pil e al 65% dell’occupazione, ma soltanto al 24% della domanda business di Ict.  “Il nostro obiettivo è ribaltare questo rapporto – ha spiegato Agostino Santoni, presidente Assinform – È un obiettivo ambizioso ma possiamo raggiungerlo e siamo pronti a farlo consapevoli che il patrimonio digitale rappresenta una grande opportunità per organizzare i processi produttivi in modo diverso. Il digitale è un acceleratore e un innovatore del modo di fare impresa”.

 

 

IL RAPPORTO ASSINFORM IN SINTESI

All’orizzonte del settore Ict si profila, dopo anni di decrescita, la prospettiva di un’inversione di tendenza. A fine 2014, il trend degli investimenti in Ict dovrebbe passare da -4,4% registrato a fine 2013 a + 0,6%, tornando a crescere. La stima è di Assinform, l’associazione delle imprese dell’Information Technology di Confindustria, che questa mattina a Firenze ha presentato il suo 45° Rapporto realizzato in collaborazione con NetConsulting.

Se pur tra evidenti difficoltà e resistenze, l’innovazione digitale sta contribuendo ad aprire nuovi scenari in Italia. A fine 2013, infatti, le componenti più innovative del mercato legate ad un uso diffuso e avanzato del web, cloud, servizi mobili, pagamenti elettronici, e-commerce, sicurezza, Internet delle cose, soluzioni di integrazione estesa in rete, piattaforme di gestione avanzate, hanno raggiunto un volume di circa 13 miliardi di euro. Si tratta, è vero, di una fetta ancora minoritaria per un settore che totalizza oltre 65 miliardi di euro l’anno, ma va considerato che l’accelerazione verso il cambiamento che queste componenti inducono nell’economia è molto forte, con effetti moltiplicatori e risultati in tempi sorprendentemente rapidi.

Secondo il Rapporto Assinform oggi conta la capacità di sviluppare un ecosistema digitale, legata a doppio filo proprio alle nuove aree Ict. E queste in Italia mostrano dinamiche incoraggianti. Il cloud esprime un mercato ancora nascente (poco più di 750 milioni nel 2013), ma in forte crescita (+32,2%). Quanto ruota attorno alle nuove modalità di raccolta e utilizzo di dati è in movimento (le applicazioni connesse alla gestione dei dati cubano alcune centinaia di milioni; parte del mercato della sicurezza, nell’insieme pari a circa 760 milioni, riguarda ancora la protezione dei dati; le applicazioni analitiche valgono quasi 460 milioni). L’e-commerce, dopo gli 11,3 milioni del 2013 (+18%), ne promette 13,2 per il 2014 (+17%). L’Internet delle cose, ove i più diversi oggetti (in ambito industriale, logistico, veicolare, domestico, energetico-ambientale) acquisiscono funzionalità proprio grazie alla capacità di rilevare e scambiare dati, ha espresso nel 2013 un mercato di 1.430 milioni (+13%), atteso crescere ancora.

Ora è indispensabile avere la piena percezione delle opportunità che si vanno creando – ha affermato Agostino Santoni – Le tecnologie del cloud computing, ad esempio, possono consentire alle PMI di accedere a costi contenuti ad applicazioni evolute e alla cooperazione nell’ambito di distretti e filiere; per la PA rappresenta una via fondamentale per superare la frammentazione degli asset, realizzando funzionalità avanzate a tutti i livelli centrali e locali, innovando e razionalizzando i processi”.