C’è anche un pezzo importante di Terni e dell’acciaio umbro nel film Operazione Batiscafo Trieste, la produzione cinematografica commissionata dal Comune di Trieste che racconta l’impresa pionieristica compiuta il 23 gennaio 1960, quando per la prima volta l’uomo raggiunse il punto più profondo della Terra, l’abisso Challenger nella Fossa delle Marianne.
Un contributo reso possibile dal ruolo storico delle Acciaierie di Terni, oggi Acciai Speciali Terni (Arvedi AST), dove venne realizzata la cabina sferica del batiscafo, vero cuore tecnologico del mezzo, progettata per resistere a pressioni estreme e consentire la discesa fino a quasi 11mila metri di profondità.
Un capolavoro di ingegneria e metallurgia che ancora oggi rappresenta un esempio straordinario di eccellenza manifatturiera, competenza tecnica e capacità innovativa, capace di coniugare ricerca, materiali avanzati e visione industriale. Le competenze sviluppate a Terni hanno contribuito in modo decisivo alla riuscita di un’impresa che ha segnato una svolta nella storia dell’esplorazione scientifica mondiale.
Venerdì 23 gennaio, nel 66° anniversario dell’impresa, il trailer del film sarà disponibile per tutti sul canale YouTube del Comune di Trieste e sul sito museodiegodehenriquez.it del Museo della guerra per la pace Diego de Henriquez: in questo Museo il Batiscafo troverà, nel corso del 2026, una collocazione definitiva. Nel trailer trova spazio anche il contributo dell’archivio storico di Arvedi AST, grazie al lavoro dell’archivista Valeria Sabbatucci, che ha permesso di ricostruire con precisione il ruolo svolto dalle Acciaierie nella realizzazione del batiscafo e di restituire valore a una pagina fondamentale della storia industriale italiana.
Il film, scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory, sarà presentato in anteprima il 6 e 7 marzo a Trieste, per poi toccare Napoli, Roma e Milano, e approdare infine negli Stati Uniti, a Washington e New York.
Una storia che unisce scienza, coraggio e industria, e che conferma come il sapere manifatturiero umbro e l’eccellenza di Arvedi AST abbiano contribuito a spingere i confini dell’innovazione ben oltre i limiti conosciuti.