Perugia, 21 aprile 2026 – Prosegue nel rispetto del cronoprogramma il percorso di riqualificazione dello Stadio Renato Curi, uno dei luoghi più rappresentativi della città. Un intervento significativo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche simbolico, che punta a restituire ai cittadini un impianto rinnovato senza alterarne la natura e il valore identitario.
A firmare il progetto è EXUP, società di ingegneria con sede a Umbertide, attiva dal 2009, che riunisce competenze multidisciplinari tra ingegneria, architettura e gestione tecnica delle opere. Nel corso degli anni la società ha maturato una solida esperienza nella progettazione integrata e nella direzione lavori, operando sia in ambito pubblico che privato, con interventi che spaziano dalle nuove costruzioni al restauro architettonico fino al consolidamento strutturale.
Il lavoro della società si inserisce in un intervento promosso dal Comune di Perugia, affidato tramite gara europea a procedura aperta all’azienda perugina M.C.I. Costruzioni Metalliche, realtà che opera in Italia e all’estero specializzata nel settore delle costruzioni e montaggi di strutture metalliche, e riguarda una riqualificazione complessiva dell’impianto, articolata per stralci funzionali.
In questa fase, i lavori stanno interessando in particolare la Gradinata Est, dove sono già stati completati gli interventi di adeguamento delle strutture in acciaio e avviate le operazioni di trattamento e protezione, oltre alla produzione e posa dei nuovi gradoni prefabbricati. Il cantiere sta procedendo con continuità, rendendo via via più visibile l’avanzamento dell’opera.
Il progetto nasce dall’esigenza di migliorare sicurezza, funzionalità e comfort dello stadio, mantenendo però intatto il suo carattere originario.
Costruito nel 1975 su progetto dell’ingegnere Luigi Corradi, il “Curi” rappresenta un esempio significativo di architettura moderna basata su prefabbricazione e uso razionale dell’acciaio, elementi che oggi vengono reinterpretati con tecnologie contemporanee. Alla realizzazione dell’impianto contribuì in modo determinante la Sicel di Spartaco Ghini, azienda storica perugina che fornì le strutture metalliche e rese possibile, grazie alle proprie competenze, la costruzione dello stadio in tempi record.
Particolare attenzione è stata dedicata all’inserimento dell’opera nel contesto urbano e paesaggistico di Pian di Massiano, evitando interventi invasivi e preservando il rapporto tra lo stadio, la città e gli spazi circostanti.
“Lavorare sul Curi significa intervenire su un luogo che appartiene alla memoria collettiva della città – commenta Leonardo Locchi, socio e direttore tecnico di EXUP – Il nostro obiettivo è stato fin dall’inizio quello di coniugare innovazione e rispetto, aggiornando l’impianto alle esigenze contemporanee senza snaturarne l’identità. Ogni scelta progettuale è stata orientata a valorizzare ciò che già esiste, migliorandone le prestazioni ma mantenendo riconoscibile il carattere dello stadio”.
Un approccio che trova riscontro anche nelle soluzioni adottate, dalla conservazione dell’impianto architettonico originario all’utilizzo di tecnologie avanzate e materiali innovativi, fino alla gestione integrata del progetto attraverso processi BIM, che consentono di ottimizzare tempi, costi e qualità dell’intervento.