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Cancellotti, 70 anni: dalle radici umbre alle grandi infrastrutture

Dal 1956 tre generazioni e una crescita che ha portato l’azienda umbra a diventare protagonista delle grandi infrastrutture italiane

Perugia, 14 settembre 2026 – Settant’anni di impresa, tre generazioni e una storia iniziata nel 1956 a Ponte Valleceppi e cresciuta fino a fare di Cancellotti una realtà di riferimento a livello nazionale nel settore della prefabbricazione in calcestruzzo per le grandi infrastrutture.

Cancellotti ha celebrato venerdì 11 settembre al Park Hotel Ai Cappuccini di Gubbio il 70° anniversario dalla fondazione con un evento dal titolo “Solidità Umbra, Connessioni Italiane – 70 anni di traguardi tra impresa, arte e sport”, che ha riunito rappresentanti del mondo economico e istituzionale, collaboratori, clienti, partner e amici dell’azienda.

Un anniversario che è stato l’occasione per ripercorrere una storia imprenditoriale profondamente legata all’Umbria e, allo stesso tempo, per guardare alle sfide del futuro attraverso tre dimensioni che hanno accompagnato il percorso di Cancellotti: impresa e infrastrutture, arte e cultura, sport.

La storia prende avvio nel 1956, quando Delfo Cancellotti fonda a Ponte Valleceppi una piccola azienda specializzata nella produzione di elementi prefabbricati in calcestruzzo per reti fognarie e impianti di depurazione. Negli anni Sessanta vengono costruiti i primi stabilimenti industriali nel sito che ancora oggi ospita la sede principale e, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, prendono avvio le prime produzioni per il settore ferroviario.

Un passaggio decisivo arriva nel 1979 con l’ingresso in azienda di Maurizio Mariotti, genero del fondatore. Dopo la prematura scomparsa di Delfo Cancellotti nel 1981, Mariotti, appena ventiquattrenne, assume la responsabilità dell’impresa e, insieme a Francesco Cancellotti, guida nei decenni successivi la trasformazione da realtà locale a gruppo industriale di rilevanza nazionale, orientandone progressivamente l’attività verso i settori della mobilità, della sicurezza stradale, delle opere ferroviarie, delle gallerie e delle telecomunicazioni.

Oggi il Gruppo è una realtà che sviluppa un fatturato di circa 80 milioni, con 130 dipendenti e 9 siti produttivi dislocati su tutto il territorio italiano, attiva nella realizzazione di prodotti e soluzioni destinati a strade, autostrade, metropolitane, alta velocità ferroviaria, gallerie e reti tecnologiche e leader nella produzione di barriere di sicurezza stradali in calcestruzzo.

Alla guida operativa c’è oggi la terza generazione, con Giovanni Mariotti nel ruolo di amministratore delegato, che ha accompagnato l’organizzazione verso un modello di governance più moderno e aperto, rafforzando l’attenzione all’innovazione, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle persone.

«Celebrare settant’anni significa prima di tutto riconoscere il valore di ciò che abbiamo ricevuto e la responsabilità di portarlo avanti – ha sottolineato Giovanni Mariotti – Per noi solidità non significa restare fermi, ma avere radici abbastanza forti per continuare a cambiare, investire e guardare lontano. Siamo nati in Umbria e da qui siamo cresciuti fino a lavorare sulle grandi infrastrutture del Paese. Il nostro obiettivo è continuare a farlo investendo in innovazione, sostenibilità, competenze e soprattutto nelle persone. I settant’anni non rappresentano quindi un punto di arrivo, ma una base solida dalla quale costruire il futuro».

Infrastrutture, arte e sport al centro del confronto

La celebrazione dei 70 anni è stata accompagnata da tre panel, moderati dalla giornalista Rai Monia Venturini, costruiti intorno ai temi che hanno segnato la storia e l’identità di Cancellotti: solidità, bellezza e passione.

Il primo, “Radici forti, orizzonti aperti – impresa, territorio e infrastrutture per il domani”, ha visto il confronto tra Giovanni Mariotti, Fabrizio Pedetta, direttore generale di Colacem, Antonio Ciucci, presidente nazionale ANCE e amministratore delegato IRCOP, e Anna Laura Pisello, docente di Fisica Tecnica Ambientale all’Università degli Studi di Perugia. Al centro, i cambiamenti che stanno interessando il settore delle costruzioni e delle infrastrutture, tra investimenti, innovazione, sostenibilità, nuovi materiali e competenze.

Il rapporto tra impresa e cultura è stato invece il filo conduttore di “L’impronta sensibile – il dialogo tra materia industriale e visione artistica”, al quale hanno partecipato Maurizio Mariotti, Marco Pierini, vicesindaco di Perugia e storico dell’arte, Bruno Corà, presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, e Veruska Picchiarelli, direttrice dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria. Il confronto ha ripercorso anche l’esperienza di Cancellotti Art, nata dalla passione di Maurizio Mariotti per l’arte contemporanea, e l’impegno dell’azienda nella valorizzazione del patrimonio culturale del territorio.

Tra le iniziative più significative, il sostegno al restauro nel 2015 del Grande Nero di Alberto Burri alla Rocca Paolina di Perugia e l’esperienza dell’Art Bonus promossa da Maurizio Mariotti durante la sua presidenza della sezione di Perugia di Confindustria Umbria, che ha portato le imprese a sostenere il restauro di alcune opere del Perugino e di artisti del Cinquecento umbro esposte alla Galleria Nazionale dell’Umbria in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Pietro Vannucci.

«L’arte è entrata in azienda prima di tutto attraverso una passione personale, ma con il tempo abbiamo capito che poteva diventare qualcosa da condividere – ha spiegato Maurizio Mariotti –Un’impresa non vive separata dal luogo in cui è nata e cresciuta e credo abbia anche la responsabilità di restituire qualcosa al proprio territorio. Per questo abbiamo scelto di aprire i nostri spazi all’arte e di sostenere progetti culturali capaci di lasciare un segno. La bellezza non è un ornamento dell’impresa: è un modo diverso di guardare alle persone, al lavoro e alla comunità. Anche questo, per noi, significa costruire valore».

Il terzo panel, “Oltre il risultato – il dna sportivo come motore di crescita”, ha riunito Francesco Cancellotti, ex tennista professionista, Corrado Barazzutti, coach, ex numero 7 ATP e storico capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis, Pierluigi Vossi, assessore del Comune di Perugia con delega allo Sport, e Luca e Chiara Brustenghi, fondatori di Umbria Crossing, intorno ai valori che sport e impresa condividono: disciplina, capacità di affrontare la pressione, resilienza, cultura del lavoro e attenzione alle nuove generazioni.

Un legame, quello con lo sport, che appartiene profondamente alla storia della famiglia. Francesco Cancellotti, prima di entrare stabilmente nell’impresa di famiglia, è stato protagonista del tennis internazionale, raggiungendo nel 1985 il numero 21 del ranking ATP, diventando numero uno d’Italia per oltre novanta settimane e vestendo la maglia azzurra in Coppa Davis. Oggi l’impegno dell’azienda nello sport prosegue attraverso il sostegno agli Internazionali di Tennis Città di Perugia e ad altre attività sportive del territorio che la ospita.

«Lo sport mi ha insegnato che dietro ogni risultato ci sono preparazione, sacrificio e soprattutto la capacità di reagire quando le cose non vanno come avevi previsto – ha raccontato Francesco Cancellotti – Quando sono entrato in azienda ho ritrovato molti degli stessi principi: lavorare per obiettivi, assumersi responsabilità, prendere decisioni sotto pressione e non smettere mai di migliorarsi. Ma lo sport ci ha insegnato anche l’importanza di restituire opportunità agli altri. È questo il senso dell’impegno che continuiamo a dedicare agli eventi, agli impianti e soprattutto ai giovani del nostro territorio».

A portare i saluti conclusivi è stata la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Dalle infrastrutture alla cultura, fino allo sport, i tre momenti di confronto hanno così ricomposto le diverse anime di una stessa storia. Una storia che in settant’anni ha attraversato tre generazioni mantenendo le proprie radici in Umbria e ampliando progressivamente il proprio orizzonte fino alle grandi opere nazionali.

AUTORE: Maria Luisa Grassi
DATA: 14 SET 2026
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