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Progetto Enel-Legambiente “Alleva la speranza”: continua la campagna di crowdfunding

Attiva fino al 13 settembre la call di "Alleva la speranza+" rivolta alle imprese attive nel settore dell’ospitalità extralberghiera, colpite dal blocco del turismo causato da coronavirus.

Roma / Norcia (Pg), 24 agosto 2020 – Quattro anni fa il “cuore verde” dell’Italia si è fermato, colpito da un sisma che nel 2016 e poi nel 2017 ha colpito il Centro Italia. Oggi, dopo quattro anni e il fermo legato al lockdown, arrivano segnali positivi per i lavori di ricostruzione delle zone terremotate. Lo testimonia il numero di richieste da parte delle imprese al sistema delle Casse Edili del Durc di congruità (il documento che certifica la regolarità contributiva e la congruità della manodopera utilizzata in rapporto al valore delle opere da eseguire). A fine luglio 2020 le richieste sono state oltre 340, per un costo dichiarato di manodopera di oltre 11milioni di euro, contro le 110 circa richieste di febbraio 2020 e tre milioni di costo della manodopera dichiarati. (Dati dell’Osservatorio Sisma di Legambiente e Fillea Cgil).

L’auspicio è che in autunno i segnali positivi per ridare fiducia alle popolazioni colpite aumentino. La ricostruzione fisica degli edifici però non può bastare per contrastare lo spopolamento di questi territori, messi a dura prova dal sisma e dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Serve un forte e diffuso impegno per rilanciare e rivitalizzare l’economia, puntando sullo sviluppo sostenibile locale, valorizzando le grandi potenzialità e ricchezze del territorio. In queste aree, secondo l’Atlante dell’Appennino realizzato nel 2018 dalla Fondazione Symbola, è presente quasi 1 milione di imprese, il 17,2% del totale nazionale, attive principalmente nel commercio, nell’agricoltura, nella silvicoltura e pesca, nelle attività manifatturiere, nel turismo e nella ristorazione.

In questi quattro anni, un primo e forte segnale di rinascita è arrivato proprio dal basso, in particolare da tanti allevatori e allevatrici, agricoltori e apicoltori che non si sono mai fermati. Giovani donne e uomini che Enel e Legambiente sostengono con la campagna di crowdfunding Alleva la speranza attiva sulla piattaforma PlanBee.

“Siamo sempre più convinti che iniziative come questa rappresentino una leva importante per il rilancio dei territori – afferma Filippo Nicolò Rodriguez, Responsabile Sostenibilità Italia di Enel – ‘Alleva la speranza’ per Enel significa avere a cuore problematiche e bisogni che a distanza di quattro anni persistono nelle Regioni colpite dal sisma del 2016. Vogliamo offrire un contributo concreto per sostenere l’economia locale e aiutare le famiglie, e soprattutto i giovani, a ricostruire il futuro della propria terra”.

“In vista del quarto anniversario del sisma del Centro Italia, le loro storie e l’impegno di tanti donatori che hanno deciso di sostenerli sono una testimonianza di speranza e futuro – afferma Enrico Fontana, Responsabile per Legambiente della campagna Alleva la speranza – perché il cuore verde dell’Italia sta lentamente ripartendo anche grazie alle tante piccole imprese locali a conduzione familiare”.

Progetti come quello della 34enne Valentina Capone di Amatrice (Ri), che nella sua azienda alleva vitelli, coltiva farro e patate, ma soprattutto ha investito sull’apicoltura,  la sua grande passione: “L’anno del terremoto, il 2016, è il primo in cui io ho smielato, con le scosse in corso, e in quella situazione ci è venuta l’idea, con il mio compagno, di dedicarci stabilmente all’apicoltura”. Oggi Valentina produce un miele di alta qualità, che si è classificato al primo posto per due anni di seguito nel concorso “Grandi mieli millefiori della provincia di Rieti. La stessa passione per la propria terra caratterizza un altro giovane allevatore, sostenuto da Alleva la speranza: Simone Vagni di Cascia (PG) che nella sua azienda, oltre a gestire un allevamento di mucche, produce zafferano, cereali, foraggi, legumi, farro. Tutto rigorosamente bio. “Amo quello che faccio – spiega Simone – non potrei fare altrimenti: per me è una via obbligata, punto sulla qualità dei prodotti e sul benessere di chi li mangia”.

Storie molto simili, d’impegno e di tenacia, sono quelle che arrivano da Acquasanta Terme (Ap) dove Angela Catalucci ha un allevamento di pecore, mucche e vitelli e produce formaggio pecorino. E dalla Valle Castellana, in provincia di Teramo, duramente colpita dalle scosse di terremoto, dove Massimo Pierascenzi si occupa, con la sua azienda, di attività di manutenzione e pulizia dei terreni coltivati, produce patate, farro, coltiva prati ad erbario e ha un castagneto con 200 piante di marroni. Prima del terremoto aveva anche un allevamento suino e bovino, ma dopo il crollo del fienile ha dovuto fermare l’attività legata all’allevamento. Prima di loro, hanno beneficiato del sostegno concreto di Alleva la speranza le aziende ancora attive nelle aree terremotate di Teresa Piccioni, Alessia Brandimarte, Amelia Nibi, Silvia Bonomi, Arianna Veneri, Fabio Fantusi, Alba Alessandri e Pietroaolo Martinelli, tutti accomunati dalla passione e amore per la propria terra.

Ognuno di loro ha un progetto e un sogno da realizzare. Ad esempio, c’è Valentina Capone che vorrebbe dedicarsi stabilmente all’apicoltura e realizzare un laboratorio per la smielatura nell’azienda di famiglia a Bagnolo ad Amatrice (Rieti). Una volta completato, lo metterà in condivisione con gli altri produttori di miele locali, anch’essi in difficoltà dopo il terremoto del 24 agosto;  Simone Vagni che intende acquistare macchinari per l’alimentazione degli animali allevati allo stato brado a Cascia (Perugia), migliorando la qualità e la quantità di lavoro;  Angela Catalucci, che da due anni è rimasta sola con tre figli e vorrebbe puntare tutto su un allevamento ovino ad Acquasanta Terme (Ascoli Piceno); Massimo Pierascenzi che sogna di ricostruire il suo fienile per avviare un nuovo allevamento a Valle Castellana (Teramo).

Progetti che Alleva la speranza sostiene e che si potranno realizzare grazie a un impegno e un aiuto solidale collettivi. Lanciata nel 2018, la campagna fino a oggi, grazie alla generosità di oltre 400 donatori, ha già raccolto un importo complessivo di 133.500 euro, destinato a investimenti sui progetti di 8 allevatori. In questa terza fase, l’obiettivo è di aiutare a realizzare i progetti di Valentina Capone, Simone Vagni, Angela Catalucci e Massimo Pierascenzi. Alle donazioni che arriveranno attraverso la piattaforma si sommeranno quelle di Enel e di Legambiente, perché i progetti di rinascita possano diventare realtà.

Inoltre da qualche settimana Enel e Legambiente hanno lanciato una nuova call “Alleva la speranza+”, attiva dal 10 agosto al 13 settembre, che amplia il campo d’azione dell’iniziativa alle aziende operanti nel settore turistico extralberghiero del Centro Italia, che hanno subito ulteriori perdite del proprio fatturato anche a causa degli impatti negativi causati negli ultimi mesi dall’emergenza coronavirus. Alla call possono partecipare le aziende con sede sociale nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, che hanno subito danni o perdite economiche a causa degli eventi sismici 2016-2017 o dell’emergenza Covid-19, condotte da under 35 o imprese familiari con giovani attivamente impegnati.
Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a economiacivile@legambiente.it.

Il trailer sui quattro allevatori per cui è attivo il crowdfunding è disponibile al link https://vimeo.com/378596966

Info su Alleva la speranza: https://www.planbee.bz/it/profile/alleva-la-speranza

Form per richiesta di partecipazione ad Alleva la speranza+: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfDuUSyQ2NvLSI6SptkjaqPsOi1GqMm4_vj3Fue22_hdr6qkg/viewform

 

Ufficio stampa

Riccardo Clementi
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AUTORE: Maria Luisa Grassi
DATA: 24 AGO 2020
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